Vallecamonica: natura, incisioni rupestri, chiese, gastronomia

La Vallecamonica, che si estende a nord del lago di Iseo, è una delle valli più estese d’Italia e rappresenta una combinazione unica in Europa di bellezza naturale e patrimonio storico e artistico.

Il nome, Valle Camonica, significa valle dei Camuni, e ricorda l’antica popolazione che la abitava prima della conquista romana.

I misteriosi Camuni, probabilmente vicini alla cultura celtica, hanno lasciato in questa valle, a perenne testimonianza, un impressionante corpus di incisioni rupestri (oltre 300.000 le figure finora scoperte) che coprono un vastissimo arco temporale (circa 10.000 anni), un caso unico in Europa. Queste raffigurazioni sono presenti lungo tutto l’asse della valle, per circa 70 km, tra i 200 e i 2000 metri di quota.

In alcune località, interpretate dagli studiosi come luoghi di culto preistorici, vi sono raggruppamenti di anche centinaia di rocce fittamente istoriate. Tra di essi, il più noto e più studiato è senza dubbio il Parco nazionale delle incisioni rupestri di Naquane di Capodiponte, che si estende su di una superficie di circa 60 ettari, con affaccio scenografico sulla valle sottostante a 500 metri di altezza alle pendici del monte Pizzo Badile.

Il parco nazionale venne istituto nel 1955 e nel 1979 è stato il primo sito italiano ad entrare nella World Heritage List (Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità) dell’UNESCO.

Il parco di Naquane è significativo sia per la particolare bellezza del paesaggio boschivo in cui è immerso, sia per la importanza e la qualità artistica delle incisioni stesse, tra cui spiccano la roccia 70, che contiene una delle pochissime raffigurazioni europee della divinità celtica Cernunnos, e la roccia 35 con numerose raffigurazioni, tra cui il celebre “sacerdote che corre”.

Degna di nota è anche la Riserva naturale regionale delle Incisioni rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, che presenta, unicum mondiale, anche una serie di pregevoli incisioni di epoca medioevale, tra cui il cosiddetto “S. Pietro”.

In epoca augustea la Vallecamonica venne conquistata dai romani, che hanno lasciato numerose testimonianze. A Cividate Camuno è possibile visitare l’anfiteatro romano e il Museo Archeologico che ospita molti reperti di quell’epoca, mentre a Breno è visibile il Santuario della Minerva, dedicato ad una divinità locale delle acque assimilata dai romani alla dea Minerva.

Numerosi anche i monumenti di epoca medievale, tra cui i numerosi castelli (Castello di Breno, Castello di Cimbergo) e la splendida Pieve di S. Siro di Capodiponte, gioiello dell’architettura romanica, abbarbicata su di una roccia a strapiombo sul sottostante fiume.

A Cerveno si trova invece il Santuario della Via Crucis, che nel solca della tradizione lombarda dei Sacri Monti, ospita una serie di cappelle con statue in legno e tecnica mista a grandezza naturale che raffigurano gli episodi della Passione di Cristo. L’opera venne creata tra il 1752 e il 1764 dallo scultore camuno Beniamino Simoni, e comprende 198 statue dall’impressionante realismo. A duratura testimonianza della devozione degli abitanti, di Cerveno, qui ogni 10 anni durante la Settimana Santa si tiene una rievocazione in costume della Via Crucis.

Al di sotto del ghiacciao Presena si trova la rinomata stazione sciistica e di villegiatura di Pontedilegno, i cui 80 km di piste da sci situati a 1260 m di altezza ne fanno una meta molto ambita dagli manti degli sport invernali.

E, last but not least, come non ricordare la gastronomia della Vallecamonica, in cui,oltre alla versione locale dei casoncelli bresciani (fatta col nocciolo della pesca), troviamo numerosi prodotti a base di castagne (confetture, torte, biscotti), formaggi sia di mucca (famosi il silter, il casolet) che di capra, e piatti particolari come il cus (stufato di pecora).